Parole che restano

Parole che restano,
tra le righe citate,
con un lapis spuntato
appena appena fermate.
Così d’impulso, ho scritto,
mentre il tempo scorreva,
la mente dettava
pensavo a te, al tuo regalo.
Solo parole come sigilli,
affrancate alla vita,
al tuo cuore sorpreso,
un dono scolpito.
Regalo più grande
non sapevo donare,
nulla di più, solido e vero
quanto una scia di parole.
Parole che restano,
a lungo citate, dirette al cuore
frangendo il riflesso del tempo
che di me é pegno il tuo amore.

©ginetta66

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Quello sguardo … dedicata

Raccoglievi le mie grida,
tra assopite paure,
mentre mesta, china,
sopivi col tuo fare le mie ansie.
Quello sguardo ancora mi sfiora
ogni volta lo penso,
mi è lontano dal tempo,
non dal tuo cuore.

“Vedi, quello sguardo,
oggi lo immagino,
mentre ti osservo e
ti ammiro so bene
che il tuo cuore mi parla.”

Ripenso così, nostalgia che fu,
al risuonare di echi distanti,
così lontani e stanchi
tanto che quelle grida al cuore,
sempre si faranno sentire.

©ginetta66

Nell’abisso dell’animo

Nell’abisso dell’animo e,
tra I foschi e oscuri
fondali della mente,
a stento il ricordo riemerge.
Traina avanti e indietro
il tanto il vecchio andato,
ove tace il tumulto e
brinda il presente,
tra le sfere di un canto
ancora innocente.
A stento riemerge l’innocenza
del vivere sereno,
che lesta si accinge,
a ritemprare le sorti
dal passato travolte.
©ginetta66
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