Il mantello

Ancora brillo il tempo scherzava,
su tremuli giorni balbettava.
Come un bambino quel cielo vestiva,
con strati e piume si copriva.
Blande nubi e cenere bianca,
sui rami in fiore sembrava una manna!
Il tempo sembrava impazzito,
seppure marzo era passato e maggio quasi sopito.
Con fare beffardo le nude piante,
battevano le foglie dal vento incessante.
Un grande mantello era stato indossato,
ora che spogli disadorni quei rami,
dell’incredulo tempo batteva le mani.
Applausi a iosa alla stagione contesa,
strana abbastanza da sembrare indifesa!
Un periodo anomalo che ritorna ogni maggio
quando l’orologio s’incanta senza ingranaggio.
Come un treno a vapore che fischia il suo arrivo,
non risponde al tempo non si ferma innanzi a nessun rumore.
Si rallegra la natura e non tace,
maggio canta al frastuono del vento,
mentre il sole brilla l’orchestra suona nel contempo.
L’aria si copre così di un dolce mantello,
un soave e candido velo raccoglie arie e
ignaro l’uomo non s’avvede che la natura è già vestita.

-ginetta66-

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