Esperimento (la favola della vita)

Forse riesco o forse no, l’impegno c’è stato e non poco.

Camminando su una selva oscura mi sono persa nel labirinto della notte. Immaginando un piccolo uomo che fugge dalla città e dal cemento verso terre amene. Si dirige verso un luogo da esplorare da amare, dove cerca rifugio al caos… in cerca di pace. Si troverà imbottigliato in una selva oscura, dove il bruno cuore si accende di disperazione e solo l’amore riesce a prevalere e vincere sul terrore.

La narrazione cammina seguendo e vivendo la favola più bella che si conosca, quella della vita, che si narra finché sei… anche se adulto o vecchietto decrepito o mendicante sei comunque parte di quella fiaba che  vivi e dimentichi di raccontare. Per questo si dovrebbe imparare da loro, dai bambini, che hanno molto da insegnare, ad iniziare dai racconti, all’innocenza senza trascurare la saggezza dei nonni. Fiaba che a metà strada si perde. La storia, mi ha preso per mano e mi ha detto scrivimi, così ho raccontato la mia favola e, ognuno ha una se propria da raccontare. Mi piacerebbe arricchirla di immagini o disegni, chissà forse chiedo troppo? Se qualcuno è interessato a completarla con disegni o foto mi faccia sapere.

Un saluto e grazie.
©ginetta66

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E’ nell’aria

Nell’aria stanca ormai da tempo
si rinnova il pensiero,
che mi impone cambiamenti,
frivoli richiami al sussurrare del tempo.
Sospiro pesante, (ma non troppo)
ora che vicina alle idee mi sento,
brillo, come non mai di luce.
Ogni pagina bianca verrà riempita,
ogni emozione sarà scolpita,
nulla al fato sarà lasciato,
il tempo ingoierà anche la stanchezza e
rinnovata mi sentirò.
©ginetta66

Scrivevo qualche anno fa questo pensiero, lo ripropongo oggi, un giorno tristo che tutti cercano consolazione al canto della morte. Tutto è nell’aria… ma la migliore ricetta è nel nostro cuore, dove nessun ode e nessun cita, solo l’animo raggiunge e solitario tace!

©ginetta66

 

La notte mi vuole qua… (pensiero)

@gina@8

Il tempo una clessidra e non mette fretta,

la notte è qua che aspetta,

scandisce le ore della siesta,

della quiete e della calma.

Serenità dal fascino delle tenebre,

lasciano ch’io scriva parole,

dalla bocca intrappolate,

che il cuore alla penna detta.

Prossima si adagia ora l’anima mia stanca,

accarezza la sfera del mondo,

che dorme vigila vive e agita la vita.

©ginetta66