Mano lesta

Mano che agguanta stringe e incanta,

e quando ti sfiora ti invita e onora.

Premurosa mano,

che alto coro dirigi,

resti avvinta dal tuo volere 

a fregar le mani senza farle cadere!

Con lo schianto nel vuoto,

e uno sbuffo sul cuore

la tua mano mi lascia senza parole.

A me solo un flebile sibilo,

mia grande soggezione.

E tu, mano lesta,

facevi dello sbuffo

e dello schianto il tuo trionfo,

lasciando suonare in me 

la musica della paura

lasciandomi sola 

senza la premura di una carezza.

E, mentre risuonano alte le note del ricordo

mi vien vicino quella mano lesta,

che accarezza e non ferisce.

E il canto non stride all’eco del suono

si tinge del colore dell’amore

e appassisce in me, 

il funesto desiderio di passione.

Gina Scanzani 10.agosto.2018

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Figure

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Figure,
enigmatiche speranze
tracce di vita
si rincorrono nei giorni,
nella mandria del silenzio
si perdono,
allorché notate
nella nebbia si disperdono.
Passionali, graziose,
figure di donne che amano,
seducono
avvolte da una fiaba, aspettano
quel principe azzurro,
che mai incontreranno.
Figure,
serve dell’unione
fanno loro la forza dell’amore,
seppur prede ingiuste
d’una feroce mente.

©ginetta66 – 17 febbraio 2017

 

Un faro nella notte

Un faro nella notte
lo sguardo strizza,
l’occhio trapassa
nel buio sorpassa.
Nella fosca nebbia
ti porta oltre,
verso l’oblio
ove la pace mormora.
Quella luce punta al mio cuore
lancia dell’amore che
nel buio della notte arde,
mentre l’animo si rincuora.

©ginetta66
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La musa

La musa mia, straripava nel cuore,
là dove il cielo sopito
asciugava ogni avanzo di dolore.
In quelle lacrime di cielo
ogni pensiero si spense,
mentre la musa travolgeva il tempo,
nel fermento ritrovava l’amore.
Tacque il sogno, di aver ritrovato il sorriso,
la musa stanca era china,
dove si era spento il giorno.
Stava ritornando nel suo anfratto di vita,
ora che il sogno era scorso
si poteva dedicare al suo primo amore.
Stanco sopito mai ceduto!
Amore sano che intesa conosce,
come solo le pene lasciano intravedere.

©ginetta66

(Al mio animo e alla musa che mi ispira scritta 01.agosto.2015)

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A metà strada

A metà strada
tra il sogno e realtà
sta il mio cuore.

Trattiene le ansie…
che teme fuggano,
come l’amore dileguano.

A metà strada
oltre il pensiero
finge di perdersi e non ritrovare,
quell’amore suo incatenato e stanco.

Solo tu, sogno che mi senti,
nel cavo del sonno conosci,
il colore della mia anima.

Sazia se puoi la mia fame,
circondami di te,
rinnova questo sapore
sbiadito dal sogno!
©ginetta66 1.agosto.2015

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In quell’angolo della sera

In qell’angolo della sera,
dove l’erba al fresco gioco si tange,
il sole bagna il mare s’infrange,
qua ti vedo come un riflesso della mia ombra. mio cuore.
L’unico istante che mi piglia,
è questo vociare assoluto e,
lo sguardo pieno d’amore che,
si confonde al canto dei gabbiani,
dove lo schiaffo del vento…
alza le onde e i tuoi capelli biondi si sciupano.
Alzo gli occhi sul tramonto,
il mio sguardo si increspa
lungo il litorale della vita,
e mi conduce verso te,
ove forte il desiderio
che ci accomuna in questo momento.
©ginetta66 27.giugno.2015 – (Poesia salvata)

(Andava messa la loro foto, degli sposi, ma ho preferito questa.)

amore

Ti avrò sempre accanto (papà)

Per tante volte
ho teso la mano al vuoto,
guardato all’insù
col sospiro efferato,
troppe volte
avrei voluto sentirti.
Il tuo amore,
una clessidra senza tempo,
dal profondo del cuore
mi ha raggiunge e
cammina accanto,
So, che non sei visibile,
ma, ci sarai per sempre!
In questa vita,
avrò sempre accanto te
e non un’animo malato!
-ginetta66-