Una notte strana

Questa è una notte strana,
dove il pensiero come rana
salta lontano
negli anni passati,
riaccende eventi mai evasi.
Seppure il cuore,
come un muscolo
ha perso potenza,
si sente vibrare l’anima
di pura essenza.
Vita che perdi,
in un colpo solo,
nell’aria ritrovi,
tra cime bianche e
una luna in calore.

©ginetta66

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La notte mi vuole qua… (pensiero)

Il tempo una clessidra e non mette fretta,

la notte è qua che aspetta,

scandisce le ore della siesta,

della quiete e della calma.

Serenità dal fascino delle tenebre,

lasciano ch’io scriva parole,

dalla bocca intrappolate,

che il cuore alla penna detta.

Prossima si adagia ora l’anima mia stanca,

accarezza la sfera del mondo,

che dorme vigila vive e agita la vita.

©ginetta66

Ricordo amaro (introspettiva lettura del ricordo)

Scrivo al vento, vado col tempo,

come quest’aria che nostalgica mi prende.

Soffoca il cuore, che stringe e annaspa,

in questo mare di ricordi si perde,

ora che il vespro scende,

si racchiude tutto solo dietro a un ciglio.

Sovrano ricordo, amico di sempre,

non so descriver quanto mi preme,

non so parlare col fiato corto,

ho in seno un cuore ferito.

24.settembre.2015 Gina Scanzani (Ricordo amaro)

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Il dono della musica e poesia

Musica, potere e potenza della Vita,

ci desta e ci innesta come un albero.

Ascoltando musica

i dolori passano,

lubrificate le ferite,

…rimarginano.

Il bisogno di essa,

come un tuffo in acqua,

o il bisogno di bere.

Poesia e musica,

come suoni astrali

sembrano voler riparare,

quel colmo,

quel vuoto chè in noi,

quella paura di Amare.

10.novembre.2013 ©ginetta66
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Nell’abisso dell’animo

Nell’abisso dell’animo e,
tra I foschi e oscuri
fondali della mente,
a stento il ricordo riemerge.
Traina avanti e indietro
il tanto il vecchio andato,
ove tace il tumulto e
brinda il presente,
tra le sfere di un canto
ancora innocente.
A stento riemerge l’innocenza
del vivere sereno,
che lesta si accinge,
a ritemprare le sorti
dal passato travolte.
©ginetta66
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"Senza" – (pensiero attuale)

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Senza far niente,
giravo i pollici.
Pensavo alla vita,
che funesta si avvistava,
come la fiamma del fuoco,
che lento o vivace – ardeva.

Senza parole,
sono rimasto a pensare.
Ai giorni gai, scorsi con te,
a quel nostro amore
che tenevamo in vita,
senza temere alcuna dipartita.

Senza quel poco
o quel niente,
non sarei nulla…
un’animo vago,
né felice né libero,
come un’aratro che,
arido tace, senza far nulla.

©ginetta66

Evidenze

Son qua che ti penso,
scoraggiata dal quel sentire
quei sussurri di note ardenti,
tanto acerbe da lapparmi il cuore.
Ma l’eco giunge solerte,
quando l’evidenza si accinge a
sovvertire l’animo
che sussurra come il vento.

©ginetta66