Gli inseparabili

Aria e terra,

una unione che fa di noi

un’inseparabile insieme.

Già, Inseparabili,

tanto la vita ci accomuna

quando i passi si allontanano…

Troppo spesso la vita si perde

quando distanti nell’aria

le nostre ombre si alzano.

In quell’aria così viva

la terra tu accogli e consoli, amico…

e come il cielo sei Inseparabile,

sei la che unisci

e avvicini il cuore all’animo.

©ginetta66 02.feb.2018

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Esperimento (la favola della vita)

Forse riesco o forse no, l’impegno c’è stato e non poco.

Camminando su una selva oscura mi sono persa nel labirinto della notte. Immaginando un piccolo uomo che fugge dalla città e dal cemento verso terre amene. Si dirige verso un luogo da esplorare da amare, dove cerca rifugio al caos… in cerca di pace. Si troverà imbottigliato in una selva oscura, dove il bruno cuore si accende di disperazione e solo l’amore riesce a prevalere e vincere sul terrore.

La narrazione cammina seguendo e vivendo la favola più bella che si conosca, quella della vita, che si narra finché sei… anche se adulto o vecchietto decrepito o mendicante sei comunque parte di quella fiaba che  vivi e dimentichi di raccontare. Per questo si dovrebbe imparare da loro, dai bambini, che hanno molto da insegnare, ad iniziare dai racconti, all’innocenza senza trascurare la saggezza dei nonni. Fiaba che a metà strada si perde. La storia, mi ha preso per mano e mi ha detto scrivimi, così ho raccontato la mia favola e, ognuno ha una se propria da raccontare. Mi piacerebbe arricchirla di immagini o disegni, chissà forse chiedo troppo? Se qualcuno è interessato a completarla con disegni o foto mi faccia sapere.

Un saluto e grazie.
©ginetta66

Libero bisbiglio (in aereo)

Libero,

con le ali al vento,

in volo, tra i cieli e sopra il mare,

plana il pensiero.

Bisbiglio,

vero come un morso,

che al cuor mi piglia,

quando il respiro si fa breve

la sorte strabilia.

Un’emozione,

sopisce il cuore

affascinato da quell’aria fine,

che s’intenerisce

al tormento dell’anima

mentre un tiepido sole la riscalda.
©ginetta66 22.agosto.2015

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Volo libero

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pensieri liberi presi al volo… in volo

L’ho scritta direttamente su text la scorsa estate… per evitare troppe ripetizioni.

Il catino delle emozioni

In quel catino che chiamo emozione, è planato il pensiero. Nell’irrefrenabile sentire, lontano era l’eco … sordo al suono, delle voci accanto! Un solo gemito, il mio cuore, un solo sguardo il tuo, una sola persona che mi suggeriva e un solo Io che mi guidava. L’emozione non ha retto, nello sguardo da te fuggiva, quell’ombra inseguiva. Colmo e saturo quel catino, stanco, ora tace e sussulta di fianco, dove l’emozione giace, proprio in quel letto a me di fianco. -ginetta66- (Dedicata al mio evento passato, 24.maggio.2015, dove l’emozione ha dominato la scena indisturbata. Un’emozione che è rimasta, ma per ora non conosco parole diverse per descriverla).

Il mantello

Ancora brillo il tempo scherzava,
su tremuli giorni balbettava.
Come un bambino quel cielo vestiva,
con strati e piume si copriva.
Blande nubi e cenere bianca,
sui rami in fiore sembrava una manna!
Il tempo sembrava impazzito,
seppure marzo era passato e maggio quasi sopito.
Con fare beffardo le nude piante,
battevano le foglie dal vento incessante.
Un grande mantello era stato indossato,
ora che spogli disadorni quei rami,
dell’incredulo tempo batteva le mani.
Applausi a iosa alla stagione contesa,
strana abbastanza da sembrare indifesa!
Un periodo anomalo che ritorna ogni maggio
quando l’orologio s’incanta senza ingranaggio.
Come un treno a vapore che fischia il suo arrivo,
non risponde al tempo non si ferma innanzi a nessun rumore.
Si rallegra la natura e non tace,
maggio canta al frastuono del vento,
mentre il sole brilla l’orchestra suona nel contempo.
L’aria si copre così di un dolce mantello,
un soave e candido velo raccoglie arie e
ignaro l’uomo non s’avvede che la natura è già vestita.

-ginetta66-

Nel silenzio annego!

Come poveri,
assiepati e scossi,
annego nel dolore
che si schianta al fragore;
quando l’indifferenza
sconfina e scalza,
il chiasso d’intorno tace.
Turbata con le reti in mano
a tirare le sorti,
ragiono contorta nel
decifrare la trama,
che intrecciata si annoda
al dissesto dell’oblio.
Annegar mi è dolce
al pensiero del volere,
del mio silenzio,
ove nessuna forza e
nessun dolore
può far tacere.
-ginetta66-