Malattie rare, la sfida della comunicazione

Carissimi è con grande piacere che vi porto a conoscenza di questi miei  ultimi traguardi. Pochi giorni prima del convegno uscivano articoli come questo:


La Fondazione Neuromed organizza, giovedì primo dicembre a partire dalle 9, il convegno La sfida della comunicazione scientifica: malattie rare e cittadini.

Sorgente: Malattie rare, la sfida della comunicazione: meeting Neuromed | Il 

In quella circostanza mi sono relazionata su un tema a me caro, “La terapia dell’animo” intesa non solo come scrittura bensì intesa come qualsiasi forma d’arte o di creatività fine a se stessa.


La mia personale esperienza è stata colorata e colorita di emozioni, che sono ben visibili nell’intervista realizzata dagli stessi organizzatori, dove una voce tremula a tratti s’interrompe quasi balbetta per l’emozione. Pensare che… qualche anno fa vedevo solo fumo negli occhi… beh devo solo ringraziare la mia musa che senza pretendere nulla mi è sempre stata vicina insieme alla buona sorte! Infatti, sono arrivata a questo traguardo,  un convegno scientifico accreditato ECM, senza chiedere troppo e questo mi lusinga. Le malattie rare sono in sensibile aumento e purché se ne parli o come se ne parli importante trovare il modo per farlo, importante però non demonizzarle. Personalmente ho sempre cercato nella poesia la mia massima espressione, il mezzo con cui comunicare quel sentire che a volte fugge al dialogo.
E’ da poco nato in Neuromed un progetto “Smile room” che interessa bambini operati di epilessia, la stanza del sorriso, ed a maggior ragione mi sento motivata ad andare avanti sulla mia strada per sostenere il progetto con la mia scrittura. Non sarà facile ma sono una sognatrice e non me ne dolgo, anzi me ne vanto; andrò avanti perché ci credo. Questo sarà uno dei prossimi obiettivi nel 2017, anno per eccellenza del viaggio da cui partiranno le tante imprese o prospettive per viaggiare sempre in salute e fantasia con la poesia in movimento.

Chiudo l’anno in bellezza con le mie scritture, che mi hanno portato a toccare il cuore di molte persone, che mi hanno fatto viaggiare e fatto conoscere mondi nuovi.

Volare con la fantasia per muoversi di persona si può basta essere motivati a farlo!

Video disponibile su youtube eccoci ci siamo ancora per le malattie rare

Grazie a tutti.

Gina

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Il viaggio della vita

 

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Tra tanti viaggi che mi sono apprestata a fare
quello della vita è senza dubbio il più bello.
Allegro vivace misterioso e doloroso,
che senza d’esso non muoverei alcun passo.

Nel viaggio della vita non si è mai soli,
comincia con un gemito e
termina con un sospiro…
ad ogni tappa si gioca un arrivederci.

Gradito o inaspettato quel saluto non saprei,
dipende da come si ammansisce il cuore
mentre il viaggio incede nel suo cammino.

Ho percorso vie e solcato strade a me gradite,
poco o assai, poco vale… per arrivare a questi passi,
ove per vie traverse sono giunta a te
senza fermarmi dove il sole picchia.

La dove il fremito sobbalza
si voleva spogliar il corpo
su un lapidario scalzo… Oh vita!

Risposi al tempo con tenacia,
sulla strada del tramonto
che a metà viaggio si faceva bruta,
ed io mai avrei creduto a cotanta tempra.
Tutt’altro che viaggio di piacere!

Ma ora che l’orma m’è passata accanto
vinta, mi sento come l’aria che respiro,
libera canto alla vita,
mentre cammino tra alberi e fiori, canto alla gioia infinita.

Gina Scanzani 29.09.2016

Ho discusso con l’anima

Ho discusso con l’anima
quando al tacer delle tenebre
prona mi sono seduta,
cinta a te riversa.
Oh anima… mi sento persa!
Ho discusso, ché
come dissi quel giorno…
son mere, flebili le mie ore
in quello spazio che tu vedi
a me non basta,
l’aria in sé non sazia!

24.09.2016 ©ginetta66

Esperimento (la favola della vita)

Forse riesco o forse no, l’impegno c’è stato e non poco.

Camminando su una selva oscura mi sono persa nel labirinto della notte. Immaginando un piccolo uomo che fugge dalla città e dal cemento verso terre amene. Si dirige verso un luogo da esplorare da amare, dove cerca rifugio al caos… in cerca di pace. Si troverà imbottigliato in una selva oscura, dove il bruno cuore si accende di disperazione e solo l’amore riesce a prevalere e vincere sul terrore.

La narrazione cammina seguendo e vivendo la favola più bella che si conosca, quella della vita, che si narra finché sei… anche se adulto o vecchietto decrepito o mendicante sei comunque parte di quella fiaba che  vivi e dimentichi di raccontare. Per questo si dovrebbe imparare da loro, dai bambini, che hanno molto da insegnare, ad iniziare dai racconti, all’innocenza senza trascurare la saggezza dei nonni. Fiaba che a metà strada si perde. La storia, mi ha preso per mano e mi ha detto scrivimi, così ho raccontato la mia favola e, ognuno ha una se propria da raccontare. Mi piacerebbe arricchirla di immagini o disegni, chissà forse chiedo troppo? Se qualcuno è interessato a completarla con disegni o foto mi faccia sapere.

Un saluto e grazie.
©ginetta66

È Pace

È pace, ogni volta
che lo sguardo incrocia il dolore;
nell’oasi del cuore e
il cielo copre lo sguardo.
È pace quando un battito d’ali
mi desta sorpresa;
il pensiero s’adagia,
svetta leggero su nuvole bianche.
È pace quando al mattino
scorgo la luce,
che sovrana saluta.
Ogni giorno è… Pace,
prendila per mano,
e non lasciarla andare… mai.
©ginetta66

E’ nell’aria

Nell’aria stanca ormai da tempo
si rinnova il pensiero,
che mi impone cambiamenti,
frivoli richiami al sussurrare del tempo.
Sospiro pesante, (ma non troppo)
ora che vicina alle idee mi sento,
brillo, come non mai di luce.
Ogni pagina bianca verrà riempita,
ogni emozione sarà scolpita,
nulla al fato sarà lasciato,
il tempo ingoierà anche la stanchezza e
rinnovata mi sentirò.
©ginetta66

Scrivevo qualche anno fa questo pensiero, lo ripropongo oggi, un giorno tristo che tutti cercano consolazione al canto della morte. Tutto è nell’aria… ma la migliore ricetta è nel nostro cuore, dove nessun ode e nessun cita, solo l’animo raggiunge e solitario tace!

©ginetta66

 

Un racconto…

Tra i sogni di una donna di una mezza età ci sta quel tanto che, il cuore chiama beltà.

Mi direte cosa ci sia di strano in tutto questo!? Beh… forse nulla, se non che a quella donna la visione della vita era celata da una porta, nascosta, la stessa porta che comunicava… la stessa beltà. Intanto la noia era svanita, ingoiata nel vuoto dei giorni, tanto che neppure il tempo se ne avvide. Che bellezza! Tempo fuggito in un baleno, nella magia dei giorni senza tristezza era pronto ad accogliere il bianco Natale. I giorni erano prossimi ad abbracciare la gioia. Felicità bellezza e gaudio le presero le mano senza neppure accorgersene. L’estate era volata inseguita da un gabbiano che di se conservava un lauto saluto, e nella libertà il cuore si levò. Un momento di soave leggerezza ora la vedeva principessa dei suoi sogni, vivere in una favola proprio mentre si spalancava la porta e ferveva la vita, nel brio di quell’animo il sogno si ritemprò.

©ginetta66  – 29.11.2015 Gina Scanzani

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