Terra

Su terra fragile,
quella crepa,
come una ruga di stanchezza.
Ti metti a nudo, terra
come solo te
nell’immenso
lasci pensare,
nel presente fai vivere…
istanti agghiaccianti.
Colossi che scivolano giù,
come castelli di sabbia
non risalgono più.
Sei preziosa oh Terra,
le tue frane cambiano
le tue nude vesti…
i cieli corrono con te e
firmano il tempo,
che insegue senza sosta.
Aride steppe,
deserti in marcia,
avanzano, nel tempo,
tra disagi e povertà.
Ti apri come un cratere,
nella tua maestosità,
imprevedibile e unica…
insegnante di vita.
22.aprile.2014

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E’ nell’aria

Nell’aria stanca ormai da tempo
si rinnova il pensiero,
che impone cambiamenti.
Frivoli richiami, al sussurrare del tempo.
Sospiro pesante, (ma non troppo)
ora che vicina alle idee mi sento,
brilla in me una radiosa luce.
Ogni pagina bianca verrà riempita,
ogni emozione sarà scolpita,
nulla al fato sarà lasciato,
dal tempo ogni stanchezza verrà ingoiata.

03.gennaio.2015

©ginetta66

La notte mi vuole qua… (pensiero)

Il tempo una clessidra e non mette fretta,

la notte è qua che aspetta,

scandisce le ore della siesta,

della quiete e della calma.

Serenità dal fascino delle tenebre,

lasciano ch’io scriva parole,

dalla bocca intrappolate,

che il cuore alla penna detta.

Prossima si adagia ora l’anima mia stanca,

accarezza la sfera del mondo,

che dorme vigila vive e agita la vita.

©ginetta66

Ritorno

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Trambusto e stanchezza
si avvicendano ora
che il gioco è  tratto,
tutto appare ancor più distratto.

Pare, che il velo su quel viso,
sia sulla strada del ritorno,
pur lieve e meno importante…
di quella dell’andata.

A me sembra ieri,
che all’andare mi accingevo a partire,
eppure già mi ritrovo sulla via del ritorno,
mentre scandisco queste parole,
il tempo è già fuggito.

28.agosto.2015 ©ginetta66

Il mantello

Ancora brillo il tempo scherzava,
su tremuli giorni balbettava.
Come un bambino quel cielo vestiva,
con strati e piume si copriva.
Blande nubi e cenere bianca,
sui rami in fiore sembrava una manna!
Il tempo sembrava impazzito,
seppure marzo era passato e maggio quasi sopito.
Con fare beffardo le nude piante,
battevano le foglie dal vento incessante.
Un grande mantello era stato indossato,
ora che spogli disadorni quei rami,
dell’incredulo tempo batteva le mani.
Applausi a iosa alla stagione contesa,
strana abbastanza da sembrare indifesa!
Un periodo anomalo che ritorna ogni maggio
quando l’orologio s’incanta senza ingranaggio.
Come un treno a vapore che fischia il suo arrivo,
non risponde al tempo non si ferma innanzi a nessun rumore.
Si rallegra la natura e non tace,
maggio canta al frastuono del vento,
mentre il sole brilla l’orchestra suona nel contempo.
L’aria si copre così di un dolce mantello,
un soave e candido velo raccoglie arie e
ignaro l’uomo non s’avvede che la natura è già vestita.

-ginetta66-

Petali

Petali soffici
come le ali di una farfalla
spumeggianti
al sole si vantano.
Gli occhi fissi,
ritrovano leggerezza,
in questo anfratto di tempo,
nel mirar la gentilezza.
Tutto sfuma ai miei sensi …
sibilla quella rosa,
che tutta sola mi guarda,
spegne il verde
e accende lo sguardo
nel miraggio il mio vagare
s’incanta.
5.maggio.2015

Nostalgia

Per troppo tempo,
ho trascorso ad asciugare la fronte,
nei giorni con me arenata,
anche la lacrima
ormai ceduta è stanca.
Ma non te mia cara,
che nel cuore hai atteso
il mio ritorno!
Anima inquieta,
hai dissipato ogni dolore
senza nasconderti,
mentre tremula
ancora scende la goccia.
Tu fiorisci quando ti penso,
nostalgico fiore del pensiero,
nutri l’anima del tuo tempo,
travolgendo i giorni,
sul tuo destriero porti nostalgia.
-ginetta66-
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